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Palchi
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top
I mwcgpalchi sono estensioni ossee del mwcwcranio presenti nei membri della mwdafamiglia dei mwdqCervidi (cervi). Costituiscono una struttura unica composta da mwdgtessuto osseo, mwdwcartilagine, mweatessuto fibroso, mweqpelle, mwegnervi e mwewvasi sanguigni. Si sviluppano generalmente solo nei maschi, con l'eccezione delle mwfarenne e dei mwfqcaribù.cite-ref-1[1] I palchi vengono persi e ricrescono ogni anno e svolgono principalmente una funzione di mwggattrazione sessuale e di arma nei mwgwcombattimenti intraspecifici.cite-ref-2[2]
Contents
• Cervinae
• Araldica
• Note
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Caratteristiche
I palchi sono spesso impropriamente considerati mwiwcorna; tuttavia, sono strutture di derivazione mesodermica ed ectodermica, costituite interamente da tessuto osseo.cite-ref-hall-3-0[3] Si tratta di strutture robuste con funzione principalmente difensiva, ma anche legata all'attrazione delle femmine.
I palchi dei cervidi presentano le seguenti caratteristiche:
• sono ramificati;
• sono costituiti da tessuto osseo e non presentano un rivestimento corneo;
• vengono rinnovati periodicamente, di solito ogni anno.
Di natura differente sono invece le corna dei cosiddetti cavicorni, appartenenti alla mwlgfamiglia dei mwlwBovidi, che comprende mwmabovini domestici e selvatici (bue, yak, zebù, bufalo, bisonte), mwmqcaprini (pecore, capre, mufloni, stambecchi) e altre sottofamiglie (antilopi, gazzelle e affini). Le corna dei cavicorni presentano generalmente le seguenti caratteristiche:
• sono semplici, cioè prive di ramificazioni, anche se spesso possono essere ripiegate, ricurve, spiralate o nodose;
• sono costituite da una base ossea (os cornu), inserita nel mwnqcranio, che non si rigenera se danneggiata o spezzata, rivestita esternamente da uno strato corneo, di origine epidermica (analoga a quella di pelle e peli).
Di anno in anno, il palco del cervo (mwnwmwoaCervus elaphus) e del daino (mwoqmwogDama dama) diventa progressivamente più grande e complesso, tanto da poter essere utilizzato come indicatore dell'età dell'animale, sebbene il numero delle punte non corrisponda esattamente agli anni di vita.
Nel cervo, i giovani di circa uno o due anni (fusoni) presentano palchi non ramificati, detti anche pugnali. Dopo il secondo anno di vita e fino al quinto, i maschi sviluppano progressivamente almeno tre ramificazioni. Superato il quinto anno, gli individui possono essere considerati adulti e presentano generalmente sei punte. Da questo momento in poi il numero di ramificazioni tende a stabilizzarsi, mentre aumentano dimensioni e massa dei palchi; inoltre, la colorazione diventa più scura rispetto a quella dei giovani. Questo processo prosegue fino al quattordicesimo-quindicesimo anno di età, quando, con l'insorgere della senescenza, il trofeo inizia a regredire.
Un discorso analogo vale per il daino: fino al secondo anno di vita si osservano fusoni con palchi semplici (pugnali), dopodiché il palco si ramifica e si espande nella caratteristica pala terminale, diventando progressivamente più ampio. Intorno al tredicesimo anno di età si assiste a una regressione del trofeo. La formazione, le dimensioni e l'aspetto dei palchi dipendono non solo dall'età, ma anche da fattori genetici, dallo stato di salute, dall'alimentazione e dal livello di stress dell'animale.
Per il capriolo (mwpgmwpwCapreolus capreolus), invece, la relazione tra età e dimensioni del trofeo è meno evidente: a partire dal secondo anno di vita, il palco presenta generalmente tre punte. I palchi del capriolo sono inizialmente costituiti da tessuto cartilagineo in accrescimento (rivestito dal cosiddetto velluto, ricco di vasi sanguigni) e, una volta ossificati e successivamente caduti, possono essere consumati da altri animali, rendendone raro il ritrovamento. Riduzioni nelle dimensioni o nel numero di punte sono generalmente dovute a condizioni di salute non ottimali, stress o fattori genetici. Non sono rari casi di individui con palchi anomali, a una o due punte, oppure asimmetrici, spesso per cause ereditarie.
Struttura e sviluppo
I palchi sono una caratteristica esclusiva dei mwtqcervidi. Gli antenati dei cervi possedevano mwtgzanne (lunghi mwtwcanini superiori), che nella maggior parte delle specie moderne sono state sostituite dai palchi. Tuttavia, alcune specie attuali, come il mwuacapriolo d'acqua (mwuqHydropotes inermis), conservano zanne prominenti, mentre i mwugmuntjac presentano sia piccoli palchi che zanne. Anche il mwuwcervo muschiato (mwvaMoschus), che non appartiene ai Cervidi, possiede lunghe zanne in luogo dei palchi.cite-ref-hall-3-1[3]
A differenza dei palchi, le mwwgcorna (presenti negli mwwwantilocapridi e nei mwxabovidi, come pecore, capre, bisonti e bovini) sono strutture permanenti costituite da due componenti principali. Una base ossea, inserita nel cranio, è rivestita da una guaina esterna di mwxqcheratinacite-ref-4[4] (lo stesso materiale che costituisce unghie e capelli negli esseri umani), detta "guaina cornea".
Generalmentei palchi si toviluppano solo nei maschi. Un'eccezione è rappresentata dalle mwywrenne (noribù in Nord America), nelle quali anche le femmine portano palchi, sebbene generalmente più piccoli. In rari casi, anche femmine di altre specie di cervidi possono sviluppare palchi, solitamente in presenza di livelli anomali di testosterone.cite-ref-5[5] Le "corna" dell'antilocapra (mwaamwaqAntilocapra americana), pur condividendo alcune caratteristiche con i palchi, non sono considerate tali, poiché comprendono una componente cheratinica.cite-ref-6[6]
Ogni palco cresce a partire da una protuberanza del cranio chiamata peduncolo. Durante la crescita, è rivestito da una pelle altamente mwdavascolarizzata detta "velluto", che fornisce ossigeno e nutrienti al tessuto in sviluppo.cite-ref-hall-3-2[3] I palchi rappresentano uno degli esempi più estremi di caratteri sessuali secondari nei mammifericite-ref-malo-7-0[7] e sono tra le strutture ossee a crescita più rapida conosciute.cite-ref-w-h-8-0[8] L'accrescimento avviene all'estremità ed è inizialmente di natura mwgqcartilaginea, per poi essere sostituito da tessuto osseo.
Una volta raggiunte le sue dimensioni definitive, il velluto si dissecca e viene eliminato, lasciando una struttura ossea completamente mineralizzata e priva di tessuti vivi. Successivamente, l'azione degli mwgwosteoclasti alla base del peduncolo determina la caduta del palco.cite-ref-hall-3-3[3] A causa del loro rapido sviluppo, i palchi rappresentano un notevole costo energetico per l'animale, costituendo quindi un mwiasegnale visivo affidabile della sua efficienza metabolica e della capacità di reperire risorse alimentari: individui con palchi sviluppati risultano generalmente più sani e competitivi.cite-ref-ditchkoff-9-0[9]
Nelle specie delle regioni temperate e artiche, la crescita e la caduta dei palchi seguono un ciclo annuale regolato dalla durata del fotoperiodo.cite-ref-doi-org-10-0[10] Le dimensioni aumentano progressivamente con l'età fino al raggiungimento di un massimo. Nelle specie tropicali, invece, la perdita dei palchi può avvenire in qualsiasi periodo dell'anno; in alcune specie, come il mwlgsambar (mwlwRusa unicolor), individui diversi possono perdere i palchi in momenti differenti. Alcuni cervi equatoriali, come i mwmamuntjac del Borneo, possono addirittura non perderli mai.cite-ref-11[11]
Uno studio pubblicato nel 2019 su mwngmwnwScience ha identificato diversi geni coinvolti nella formazione dei palchi, alcuni dei quali associati anche a mwoatumori ossei come l'mwoqosteosarcoma. La presenza di geni soppressori della crescita tumorale suggerisce che lo sviluppo dei palchi rappresenti una forma altamente regolata di crescita cellulare, analoga, per certi aspetti, ai processi tumorali ma sotto stretto controllo biologico.cite-ref-12[12]
La crescita e il ciclo dei palchi sono regolati principalmente da due ormoni: l'mwpwormone somatotropo e il mwqatestosterone. Il primo stimola la crescita del tessuto, che durante questa fase è riccamente vascolarizzato e rivestito dal velluto. Il testosterone, invece, riduce l'ossificazione, la chiusura dei vasi sanguigni e la perdita del velluto, determinando l'arresto della crescita e, successivamente, la caduta dei palchi. In individui castrati, privi di testosterone, i palchi possono crescere in modo anomalo e indefinito.
I palchi svolgono una duplice funzione: sono utilizzati come armi nei combattimenti tra maschi e come ornamenti sessuali per attrarre le femmine.cite-ref-w-h-8-1[8]cite-ref-13[13] Poiché il tessuto dei palchi maturi è privo di vitalità, eventuali danni subiti durante i combattimenti non possono essere riparati. Secondo alcune ipotesi, la caduta e la ricrescita annuale dei palchi consentirebbero agli individui di presentarsi a ogni stagione riproduttiva con strutture integre e funzionali.cite-ref-14[14] Inoltre, a ogni ciclo di rigenerazione, i palchi tendono ad aumentare in dimensioni e complessità, riflettendo lo sviluppo e la maturità dell'animale.cite-ref-doi-org-10-1[10]
Diversificazione
La diversificazione delle corna, delle dimensioni corporee e delle zanne è stata fortemente influenzata dai cambiamenti dell'habitat e del comportamento, in particolare in relazione al combattimento e all'accoppiamento.cite-ref-gilbert-15-0[15]
Capreolinae
Cervinae
Omologia ed evoluzione delle punte
I palchi si sono evoluti una sola volta nella linea evolutiva dei cervidi.cite-ref-0-16-0[16] I più antichi resti fossili attribuiti a palchi risalgono al mwasuMiocene inferiore, circa 17 milioni di anni fa. Queste prime strutture erano di piccole dimensioni e presentavano solo due biforcazioni.cite-ref-0-16-1[16] Nel corso dell'evoluzione, i palchi si sono progressivamente allungati e hanno acquisito un numero maggiore di diramazioni (o punte), diventando sempre più complessi.cite-ref-0-16-2[16]
Nel 2020 è stato proposto un nuovo metodo per descrivere la struttura ramificata dei palchi.cite-ref-20[20] Questo approccio utilizza i solchi di crescita presenti sulla superficie del palco, proiettando la struttura ramificata lungo la circonferenza della cresta e rappresentandola mediante diagrammi. Confrontando la posizione relativa delle punte tra diverse specie all'interno di tali schemi, è possibile identificare le omologie tra le varie strutture.
Lo studio ha evidenziato che le strutture a tre punte presenti nei mwaumCapreolinae e nei mwauqCervini sono omoplasiche, ossia evolutesi indipendentemente, mentre all'interno dei rispettivi sottocladi sono presenti punte mwauusinapomorfe, condivise per origine comune.
Araldica
I palchi dei cervidi costituiscono un elemento ricorrente in mwau0araldica, dove simboleggiano nobiltà antica e generosa, oltre alla longevità.
Note
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